Per i ragazzi

“Incoscienza? Condotta irresponsabile? Fratelli miei!” gridò. “Ma chi ha più coscienza d’un gabbiano che cerca di dare un significato, uno scopo più alto all’esistenza? Per mill’anni ci siamo arrabattati per un tozzo di pane e una sardella, ma ora abbiamo una ragione, una vera ragione di vita… imparare, scoprire cose nuove, essere liberi! Datemi solo il tempo di spiegarvi quello che oggi ho scoperto…” Ma lo Stormo pareva di sasso, tant’era impassibile. “Non abbiamo più nulla in comune, noi e te” intonarono in coro i gabbiani, e , con fare solenne, sordi alle sue proteste, gli voltarono tutti la schiena".

“Il gabbiano Jonathan Livingston” di Richard Bach

Lavorare insieme

Vi ricordate come eravate voi a quattordici o a vent’anni?

Come vi sareste sentiti se vi avessero impedito di incontrare gli amici o di uscire per conoscere i vostri coetanei?

Molti giovani stanno risentendo fortemente del clima generale di paura, diffidenza e distacco creato negli ultimi due anni e si stanno chiudendo sempre più in se stessi, nelle proprie camere, dietro schermi di smartphone e di computer.

Particolare dell'immagine "La città dei fiori" di Štěpan Zavřel copyright ©Eredi Štěpan Zavřel


Immagine Immagine "La città dei fiori" di Štěpan Zavřel copyright ©Eredi Štěpan Zavřel

La socialità per molti di loro è sempre stata mediata dai social, mentre l’incontro fisico avveniva a scuola, ma con l’avvento della didattica a distanza, che per alcuni rappresenta addirittura “la Scuola del Futuro”, anche questo contatto umano e vivente sta diventando sempre più raro.

Ciò che credo serva più di tutto ai ragazzi oggi è semplicemente incontrarsi, lavorare insieme, creare qualcosa di bello e utile, con lo sguardo di un educatore che li indirizzi, li sostenga, li incoraggi e ponga i limiti laddove serve.

I giovani hanno bisogno di avere dinnanzi a sé un adulto che susciti rispetto per la sua naturale autorevolezza e di stare con i propri coetanei per scoprire l’arte sociale, imparare dalle difficoltà che nascono nello stare con gli altri, aprirsi alla scoperta di se stessi attraverso esperienze costruttive e processi creativi.

L’Arte al servizio della Pedagogia può curare le ferite dell’essere umano, perché la Pedagogia è terapeutica quando è ispirata dall’Anima, quando nasce dall’intuizione e poggia sull’esperienza.

Cosa possiamo fare insieme?

Ritengo che l’incontro umano sia fondamentale per creare processi di apprendimento e di crescita, pertanto sarebbe bene incontrarsi dal vivo durante la settimana, per alcuni pomeriggi, durante i weekend, e in momenti di Ritiro in Natura, durante l'estate.

Ritiri in Natura: organizzati in estate, dal venerdì pomeriggio alla domenica, dopo pranzo, da ottobre a maggio, in cui si alterneranno attività strutturate (giochi, piccole esperienze artistiche, lettura/racconto di storie) ad attività libere, lavoretti utili nella vita di gruppo come la pulizia delle stanze, la preparazione dei pasti, il lavaggio delle stoviglie, a momenti di condivisione.

I ragazzi saranno divisi per fasce d'età:

  • dai 12 ai 14 anni

  • dai 15 ai 17 anni

  • dai 18 ai 20 anni

Campi estivi: di durata settimanale, organizzati in estate, dal lunedì al venerdì mattina con possibilità di dormire in tenda tutti insieme una volta alla settimana per i più giovani e con la possibilità di restare fuori casa dal lunedì mattina al venerdì pomeriggio con pernottamento in loco in tenda, per i più grandi.